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...CHE AMO
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ANTEOS......Born on a different cloud!!! May 29 NOSTOS-ALGOSIn greco “ritorno” si dice nòstos.
Álgos significa “sofferenza”. La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnolo dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano esclusivamente la tristezza provocata dall’impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O in tedesco Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l’islandese, distingue i due termini: söknudur: “nostalgia” in senso lato; e heimfra: “rimpianto della propria terra”. Per questa nozione i cechi, accanto alla parola “nostalgia” presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d’amore ceca: stỳskà se mi po tobě: “ho nostalgia di te”; “non posso sopportare il dolore della tua assenza”. In spagnolo, añoranza viene dal verbo añorar (“provare nostalgia”), che viene dal catalano enyorar, a sua volta derivato dal latino ignorare. Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell’ignoranza. Tu sei lontano, e io non so che ne è di te. Il mio paese è lontano e io non so cosa succede laggiù. Alcune lingue hanno qualche difficoltà con la nostalgia: i francesi non possono esprimerla se non con il sostantivo di origine greca e non hanno il verbo relativo; Je m’ennuie de toi (“sento la tua mancanza”), ma il verbo s’ennuyer è debole, freddo, e comunque troppo lieve per un sentimento cosi grave. I tedeschi utilizzano di rado la parola “nostalgia” nella sua forma greca e preferiscono dire Sehnsucht: “desiderio di ciò che è assente”; ma la Sehnsucht può applicarsi a ciò che è stato come a ciò che non è mai stato (una nuova avventura) e quindi non implica di necessità l’idea di un nòstos; per includere nella Sehnsucht l’ossessione del ritorno occorrerebbe aggiungere un complemento: Sehnsucht nach der Verganghenheit, nach der verlorenen Kindheit, nach der ersten Liebe (“desiderio del passato, dell’infanzia, del primo amore”). L’Odissea, l’epopea fondatrice della nostalgia, è nata agli albori dell’antica cultura greca. Va sottolineato: Ulisse, il più grande avventuriero di tutti i tempi, è anche il più grande nostalgico. Partì (senza grande piacere) per la guerra di ***** e vi rimase dieci anni. Poi si affrettò a tornare alla natia Itaca, ma gli intrighi degli dei prolungarono il suo periplo, dapprima di tre anni, pieni dei più bizzarri avvenimenti, poi di altri sette, che trascorse, ostaggio e amante, presso la dea Calipso, la quale, innamorata, non lo lasciava andar via dalla sua isola. Nel quinto canto dell’Odissea, Ulisse le dice: “So anch’io, e molto bene, che a tuo confronto la saggia Penelope per aspetto e grandezza non val niente a vederla… ma anche così desidero e invoco ogni giorno di tornarmene a casa, vedere il ritorno”. E Omero prosegue: “Così diceva: e il sole s’immerse e venne giù l’ombra: entrando allora sotto la grotta profonda l’amore godettero, stesi vicini l’uno all’altra”. Nulla che si possa paragonare alla misera condizione di esule che Irena aveva a lungo vissuto. Ulisse conobbe accanto a Calipso una vera dolce vita, vita di agi, vita di gioie. Eppure, fra la dolce vita in terra straniera e il ritorno periglioso a casa, scelse il ritorno. All’esplorazione appassionata dell’ignoto (l’avventura), preferì l’apoteosi del noto (il ritorno). All’infinito (giacché l’avventura ha la pretesa di non avere mai fine), preferì la fine (giacché il ritorno è la riconciliazione con la finitezza della vita). Senza svegliarlo, i marinai di Feacia adagiarono Ulisse avvolto nei lini sulla spiaggia di Itaca, ai piedi di un ulivo, e se ne andarono. Fu questa la fine del viaggio. Ulisse dormiva, esausto. Quando si svegliò, non sapeva dov’era. Poi Atena disperse la nebbia dai suoi occhi e fu l’ebbrezza; l’ebbrezza del Grande Ritorno; l’estasi del noto; la musica che fece vibrare l’aria tra la terra e il cielo: vide l’insenatura che conosceva sin dall’infanzia, i due mondi che la sovrastavano, e carezzò il vecchio ulivo per assicurarsi che fosse ancora quello di vent’anni prima. Nel 1950, quando Arnold Schömberg viveva negli Stati Uniti da ormai diciasette anni, un giornalista americano gli rivolse alcune domande perfidamente ingenue: E’ vero che gli artisti emigrando perdono la loro forza creatrice? E’ vero che l’ispirazione inaridisce non appena le radici del paese natale cessano di alimentarla? Ci pensate? Cinque anni dopo l’olocausto! E un giornalista americano non perdona a Schömberg di non essere legato a quel lembo di terra dove, sotto i suoi occhi, si era scatenato l’orrore degli orrori! Non c’è niente da fare. Omero rese gloria alla nostalgia con una corona d’alloro e stabilì in tal modo una gerarchia morale dei sentimenti. Penelope sta in cima, molto al di sopra di Calipso. Calipso, oh Calipso! Pensò spesso a lei. Ha amato Ulisse. Hanno vissuto insieme sette anni. Non sappiamo per quanto tempo Ulisse avesse condiviso il letto di Penelope, ma certo non così a lungo. Eppure tutti esaltano il dolore di Penelope e irridono le lacrime di Calipso. estratto da "L'ignoranza" di Milan Kundera March 11 una di quelle poesie che avrei voluto scrivere io...
Il pensiero della mente m'accompagna tra i due muri di questa via che sale e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo di primavera irrita i colori, stranisce l'erba, il glicine, fa aspra la selce; sotto cappe ed impermeabili punge le mani secche, mette un brivido.
Tempo che soffre e fa soffrire, tempo che in un turbine chiaro porta fuori misti e crudeli apparizioni, e ognuna mentre ti chiedi che cos'è sparisce rapida nella polvere e nel vento.
Il cammino è per luoghi noti se non che fatti irreali prefigurano l'esilio e la morte. Tu che sei, io che sono divenuto che m'aggiro in così ventoso spazio, uomo dietro una traccia fine e debole!?
È incredibile ch'io ti cerchi in questo o in un altro luogo della terra dove è molto se possiamo riconoscerci. Ma è ancora un'età, la mia, dove s'aspetta dagli altri quello che è in noi oppure non esiste.
L'amore aiuta a vivere, a durare, l'amore annulla e dà principio. E quando chi soffre o langue spera, se anche spera, che un soccorso s'annunci di lontano, è in lui, un soffio basta a suscitarlo. Questo ho imparato e dimenticato mille volte, ora da te mi torna fatto chiaro, ora prende vivezza e verità. La mia pena è durare oltre quest'attimo.
"Aprile-Amore", Mario Luzi February 13 La ragazza lunare
La ragazza lunar Non ha mai visto il mar Se ne sta tutta sola Col gatto a giocar A leggere o a cantar.
Dalla stanza lillà Guarda la sua città Ma di là lei non ha Amici veri o un amor Che la coinvolgerà.
E quand’è già sera, lei Contempla la luna e poi Si addormenta sognando Paesaggi lontani che non ha visto mai.
Tutta la notte sta Incantata a sognar Finché riapre i suoi grandi occhi verdi e già sa che andrà a vedere il mar.
Dentro l’alba lei va Fuori dalla città Sulle valli, tra gli alberi I campi ed i fior Verso la libertà.
È quand’è già sera lei raggiunge la spiaggia e poi s’addormenta ascoltando il silenzio felice di quell’eternità. January 16 IO NON SONO QUI...
Quello che io penso non esiste, non ora, qui, né mai succederà, quello a cui non credo è troppo triste, nessuno in fondo mai ci crederà.
Quanti pensieri eppure in una mente, associazioni, fedi, assurdità, progetti e idee che non servono a niente, io credo solo alla fatalità.
Potrò sembrarti strano e misterioso, o solo un imbecille presuntuoso, ma so che perderò, eppure gioco, io non sono qui né in nessun luogo, io non sono qui né in nessun luogo!!!
Quello che io dico è già accaduto, l’han detto già o qualcuno lo dirà, quello che non scrivo è già perduto, ma so che prima o poi ritornerà.
Quante parole inutili nel vento, e stupide promesse fragili, dolore, gioia ed ogni sentimento, ridotti ad aforismi sterili.
Potrò sembrarti cinico e noioso, oppure indisponente ed orgoglioso, ma navigo nel nulla e controvento, io non sono qui né in nessun tempo, io non sono qui né in nessun tempo!!!
Quello che io faccio è un tentativo, per non morire in questi tempi bui, ma in qualche modo io mi sento vivo delle emozioni e delle vite altrui.
Quante persone esistono nel mondo E troppe quelle che mi indignano Anche se tra di loro mi confondo Scusatemi, ma proprio non ci sto!
Ti sembrerò incoerente e vanitoso O solo un egocentrico schifoso, ma voglio esser me stesso ad ogni costo, io non sono qui né in nessun posto, io non sono qui né in nessun posto!!! January 02 dietro la porta di casa mia...Tornato a casa mia, adesso sono ritornato in Liguria con tutti i dubbi, la confusione, le paure e le perplessità del caso. Questa canzone di Cristiano De Andrè (figlio del sommo) descrive esattamente il mio stato d'animo di questi giorni.
Dietro la porta di casa mia, ho notizie arrivate da molto lontano
dietro al porta di casa mia, ho un amore che tengo che tengo a portata di mano
ho pensieri importanti parcheggiati in un angolo, aspettano me
ho parole scadenti perdenti vicino a me
Dietro la porta di casa mia c'è la polvere dei miei ritorni, della mia strada c'è l'ombra della mia anima sempre attenta ovunque vada
c'è un tempo preciso un momento anche per te,
dietro la porta di casa cosa c'è?
Ci sono novità, ci sono notti che per niente al mondo cambierei ci sono novità e tutto quello che ci porterà,
questo vivere appesi coi denti, per una faccia migliore
questo vivere fuori dai tempi, aspettando per ore
ci sono novità ci sono notti, che per niente al mondo cambierei
ci sono novità e tutto quello che ci porterà, questo gran consumarsi di mani
giocando carte migliori, questo leggere sempre le mani e cercarne i colori
Dietro la porta di casa mia, ho un tappeto di tutte le stelle del cielo e i tuoi occhi, segretamente nascosti, rinchiusi per me,
c'è un leggero passo di vento che qui non c'è, vedessi di notte quando danza per me
Ci sono novità ci sono notti, che per niente al mondo cambierei ci sono novità e tutto quello che ci porterà, questo stare leggeri e presenti
cantando fuori dal coro, queste voci poco distanti fuori dal coro,
ci sono novità ci sono notti, che per niente al mondo perderei,
e la curiosità e tutto quello che ci porterà, ad aprire la porta ad ogni novità
consumandone poco per volta, per quello che verrà
per quello che verrà... December 16 TUNNELLa vita,
sembra vuota,
invece è colma
di sorprese,
frustrazioni,
legami
dispersi nel vento...
Un giorno,
vorrei morire
urlando,
per non sentire
il pianto e le risate
di chi mi ha amato
e odiato.
November 19 Per i miei più cari amici...L'ARCOBALENO
Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare istante breve ma ancora più breve se c'è una luce che trafigge il tuo cuore L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore può darsi un giorno ti riesca a toccare con i colori si può cancellare il più avvilente e desolante squallore. Son diventato il tramonto di sera e parlo come le foglie d'aprile e vivrò dentro ad ogni voce sincera e con gli uccelli vivo il canto sottile e il mio discorso più bello e più denso esprime con il silenzio il suo senso. Io quante cose non avevo capito che sono chiare come stelle cadenti e devo dirti che è un piacere infinito portare queste mie valige pesanti. Mi manchi tanto amico caro davvero e tante cose son rimaste da dire ascolta sempre e solo musica vera e cerca sempre se puoi di capire. Son diventato il tramonto di sera e parlo come le foglie d'aprile e vibro dentro ad ogni voce sincera e con gli uccelli vivo il canto sottile e il mio discorso più bello e più denso esprime con il silenzio il suo senso. Mi manchi tanto amico caro, davvero, e tante cose son rimaste da dire, ascolta sempre e solo musica vera e cerca sempre se puoi di capire ...
(Mogol-Celentano) October 29 UBRIACATEVI!!! LIBERA TRASPOSIZIONE DI UN BRANO DEL SOMMO CHARLES BAUDELAIRE TRATTO DA "LO SPLEEN DI PARIGI", DI CUI HO ADATTATO IL TESTO ( a modo mio ) PER FARNE UNA CANZONE:
UBRIACATEVI!!
Ci si dovrebbe sempre ubriacare!
è solo questo il vero problema,
per non sentire l'orribile peso
del tempo che scorre e ci piega le spalle.
Ci si dovrebbe sempre ubriacare
di vino e birra, di sesso ed amore,
di vita e di arte, di poesia e virtù,
fate un pò voi come cazzo vi pare!
E se talvolta di sotto un palazzo,
in riva a un fosso o buttati su un letto
vi risvegliaste senza quell'ebbrezza
chiedete al vento, all'onda o a una stella,
chiedete al passero o al vostro orologio,
a tutto quello che fugge e che geme,
a tutto quello che scorre e che canta
e loro in coro vi risponderanno:
E' l'ora in cui ci si deve ubriacare
per sopportare lo strazio del tempo
di vino e birra, di poesia e virtù,
fate un pò voi come cazzo vi pare!!! September 02 una lucciola d'agostoUn altro testo (di un grande cantautore italiano, Gianmaria Testa, pressochè sconosciuto e che consiglio a tutti di ascoltare) in cui mi riconosco pienamente in questo periodo, in questa fine estate, specie in vista della mia partenza verso un'altra vita, con tutte le preoccupazioni e le angoscie che essa implica e che condizionano il mio instabile e incoerente stato d'animo, e con tutto ciò che mi lascio alle spalle e che rimane dietro e dentro di me come una luce fioca e lontana, ma comunque accesa e soprattutto viva!
Una lucciola d'agosto se ne andava una mattina fiera della sua valigia a raccogliere la luna e gridava ai quattro venti la sua gioia d'esser viva lo gridava ai quattro venti e la sua luce lampeggiava Ma la lucciola d'agosto vide il sole che nasceva solo, dietro le montagne vide il sole che brillava disse al sole - non salire con la tua luce assassina - gridò al sole - non salire - e la sua luce già moriva E una lucciola d'agosto han trovato sopra un fiore stretta nella mano destra la valigia con la luna e hanno detto - sarà morta per paura o per amore - hanno detto - sarà morta perché luce non aveva perché luce non aveva - E la vide il sole da lontano sopra quel fiore di neve e alla lucciola sorrise July 24 la stagione dell'amore...Come son solito fare in questo mio piccolo ed insignificante spazio, esprimo attraverso il testo di una canzone, un momento particolare, uno stato d'animo o, semplicemente, una sensazione. Stavolta ho scelto questa splendida canzone di Franco Battiato che, in questo periodo per me cosi delicato e transitorio (a settembre infatti partirò per Genova, sperando in una vita migliore di quella che, fra gioie e dolori, ho avuto qui), mi rispecchia molto e riflette soprattutto il mio spirito cosi diviso tra voglia di evoluzione e nostalgia, tra rimpianto e orgoglio, tra allegria e malinconia.
La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età. Se penso a come ho speso male il mio tempo che non tornerà, non ritornerà più. La stagione dell'amore viene e va, all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà. Ne abbiamo avute di occasioni perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai. Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore. Nuove possibilità per conoscersi e gli orizzonti perduti non ritornano mai... La stagione dell'amore tornerà con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà. Se penso a come ho speso male il mio tempo che non tornerà, non ritornerà più. |
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